È venuto il tempo di risalire, per allontanare le minacce ambientali, sociali e politiche del nostro tempo. Dalla montagna perduta alla montagna ritrovata, per una nuova centralità dell’Appennino, spina dorsale del Paese. Sta tutto qui il senso di rivoluzione appenninica, iniziativa nata dal basso e supportata da un gruppo di studiosi e operatori territoriali che aspira a diventarne laboratorio e movimento. Partito da ‘Terra Selvaggia’ e ‘Amo la Montagna’, due associazioni dell’Appennino Pistoiese, il progetto riguarda i problemi dell’abbandono e della possibile rinascita delle terre alte: dalla drammatica perdita di patrimonio umano, storico e ambientale al danno irreparabile che questo comporta anche per le zone metropolitane. I Quaderni di ‘Rivoluzione appenninica’ offrono analisi e proposte, integrando l’approccio culturale con pratiche di resistenza e di rigenerazione, in modo che la voce della montagna arrivi fino alla ‘grande politica’, oggi lontana dalla vita dei vecchi e nuovi montanari.
Comitato scientifico: Ilaria Agostini, Marco Breschi, Pietro Clemente, Maurizio Ferrari, Marco Giovagnoli, Maria Molinari, Rossano Pazzagli, Massimo Rovai.
Redazione: Mara Breschi, Tommaso Capecchi.
Gli Appennini e le aree montane delle due Isole maggiori sono in forte decrescita demografica. Nel giro di una sola generazione, vale a dire entro 25-30 anni, le terre più marginalizzate non avranno più... >