'Un altro maggio altrove' di Marta Mauro

«Questa è indispensabile per il tempo della fioritura (eccola, la prima a dare colore alla primavera), questa per la fiducia che mi comunica ogni anno (rieccola, è finito l’inverno, c’è ancora, è viva), quella per la vitalità (percorre metri, la tagli e non si arrende, ti toglie il passaggio, ti chiude i percorsi, ti cambia la giornata), questa per la fragilità (dipende da te, da come la sai capire, non è esigente, ma vuole i tuoi pensieri)...».

 

Un matrimonio riparatore porta Caterina da Mantova a un paese del Friuli collinare. Intorno a lei la diffidenza di gente chiusa, sospettosa dei foresti. Ma è decisa a mettere radici. La casa, Braida del Cjastinâr, e soprattutto il giardino, curato, intimo, ordinato, diventano il luogo dell’anima. Caterina farà rivivere il giardino a sua immagine, ne curerà la bellezza e l'armonia, appropriandosi così dei luoghi e del suo futuro. Un altro maggio altrove di Marta Mauro