A cura di Giacomina Pellizzari
Tra maggio e settembre 1976 un fortissimo terremoto sconvolse il Friuli, colpendo 137 comuni e causando circa mille vittime, quasi quattrocento solo a Gemona. In 59 secondi la città alle pendici delle Prealpi Giulie perse il suo volto, ma non la sua identità. La solidarietà e la forza collettiva dei terremotati divennero volontà di rinascita. Messo a punto l’inedito ‘Modello Friuli’ – un’esperienza unica di ricostruzione – in una decina di anni, case, chiese e attività produttive risorsero com’erano e dov’erano, restituendo a Gemona non solo ciò che aveva perduto, ma anche nuove prospettive. Da capitale del terremoto è infatti diventata un centro universitario, culturale e sportivo, una smart city riconosciuta a livello nazionale. A cinquant’anni dal sisma, la memoria di quella tragedia continua a vivere, trasformandosi in un’eredità preziosa: una lezione di resilienza e di futuro.